2016/2017 - il tempo e la scienza - 2° edizione

Key words: tecnologia, adattabilità, costruire

A SPASSO TRA TEMPO, PIXEL E SCIENZA

Il viaggio alla scoperta della scienza nel tempo prosegue, raggiungendo l'era dei pixel e delle tecnologie digitali! Non solo i bambini, ma anche gli insegnanti - grazie a corsi di aggiornamento che hanno previsto anche lo studio dei software Photoshop, Unity e Fungus - hanno scoperto nuovi strumenti e sperimentato l'applicazione creativa delle nuove conoscenze.

Un esempio dei lavori prodotti è il videogioco "La scienza in un click", parte anche del progetto europeo “Intrface Europe” - che ha coinvolto team di Pavia, Danimarca e Irlanda e prodotto diverse attività di stampo educativo.

Le attività condivise tra scuole del territorio e musei dell’Università di Pavia hanno poi dato vita all'allestimento di due mostre espositive, "Il tempo continuo e discreto" e "Analogie tra educazione e lavoro".

Hanno collaborato alla riuscita del progetto Museo per la Storia dell'Università di Pavia e Dipartimento di Fisica; le attività sono state coordinate e svolte da Lidia Falomo, Gabriele Albanesi e Mauro Vanetti, con l'ausilio dello staff dei musei del sistema museale.

Le mostre

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il tempo continuo e discreto

19 DICEMBRE 2016 - 14 APRILE 2017

La dicotomia tra tempo continuo e discreto e la discussione che la accompagna ha suggerito l’ampliamento del progetto dell'anno 2015-16, che ha voluto anche andare incontro all’esigenza espressa dagli insegnanti di un utilizzo mirato di tecnologie informatiche.

Il pixel, le trasformazioni, i giochi sono diventati i protagonisti di un’avventura in cui, divertendosi, i bimbi e i ragazzi hanno imparato le basi della digitalizzazione e dell’informatica.

Il progetto è iniziato nell'autunno 2016 con un corso di aggiornamento per insegnanti di 20 ore, ed è proseguito con laboratori scientifici nei musei universitari e a scuola, e con laboratori artistici (per i più giovani) e informatici a scuola. Ha coinvolto nel 2016-17 più di 30 classi di scuole di Pavia e del Territorio, di ogni ordine e grado.

Nella mostra finale, tenuta al Museo per la Storia dell'Università di Pavia, sono stati esposti tutti i prodotti realizzati nei laboratori.

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Analogie tra educazione e lavoro

1- 8 GIUGNO 2017

Scopo della mostra era dare una definizione di tempo nelle sue varie interpretazioni culturali, usando immagini, filmati e modellini.

Esempi di lavori prodotti includono il filmato "Citazioni fuori dal tempo", realizzato da una classe dopo aver studiato e ripercorso la storia e le concezioni della parola "tempo": dagli stoici e dal tempo ciclico, alla filosofia del cristianesimo con Sant’Agostino e Papa Gregorio, all'idea di tempo in ambito scientifico con Galileo Galilei e Bergson. Altre classi hanno utilizzato il cartaceo, mentre le classi dell’indirizzo di informatica hanno optato per il montaggio di modellini, che si potevano muovere attraverso un telecomando. Alcuni si sono invece occupati di studiare la storia della scrittura nel tempo, altri ancora della pila, mentre le classi delle scuole primarie hanno esposto disegni e costruito un grande percorso su telo.

Alla mostra, ospitata dalla chiesa di S. Maria Gualtieri, hanno collaborato diverse scuole di Pavia, tra le quali l’Itis Cardano - che ha partecipato con le classi 4, dei diversi indirizzi, aderenti al progetto di alternanza scuola-lavoro.


viaggio dall'elettrostatica all'elettromagnetismo

Classe V A, Scuola Primaria Pascoli, Istituto Comprensivo di Via Acerbi Pavia

Insegnante: Daniela Poma

Attraverso esperimenti storici al Museo per la Storia dell’Università e la visita contestuale agli oggetti delle collezioni, abbiamo studiato fenomeni di elettrostatica, magnetismo, correnti elettriche ed elettromagnetismo e abbiamo conosciuto i personaggi che hanno iniziato a studiarli. Abbiamo scoperto analogie e differenze tra elettricità e magnetismo e compreso come è possibile generare e utilizzare l'elettricità nel funzionamento di macchine di uso comune. Nelle attività laboratoriali al museo abbiamo applicato il metodo scientifico e collaborato con i compagni nell'esecuzione degli esperimenti, valorizzando le idee e le capacità di ciascuno mentre si osservavano via via: l’elettrostatica prima di Volta, le invenzioni di Volta (in particolare la pila - da noi riprodotta con monete di rame, dischi di alluminio e dischi di panno imbevuti di succo di limone) e gli esperimenti di Oersted, Ampère e Faraday.

A scuola, grazie all’intervento del personale del museo, abbiamo costruito e studiato un modellino di generatore elettrico e, con l’aiuto di Mauro Vanetti - esperto di programmazione - abbiamo realizzato un semplice videogioco interattivo per ripercorrere, guidati da Volta, Ampère e Faraday, gli esperimenti storici realizzati al museo.

Le fasi di lavoro hanno incluso:

brainstorming: rielaborazione delle conoscenze acquisite al museo e scelta dei contenuti del videogioco

creazione del diagramma di flusso per rappresentare graficamente le operazioni da eseguire per programmare il gioco

disegno di scene, personaggi, oggetti utilizzando software di grafica

programmazione del gioco col software UNITY-FUNGUS

Il videogioco "La scienza in un click" è stato realizzato anche come parte del progetto europeo “Intrface Europe”.

Il tempo dell’arte, l’arte nel tempo

Classe IV E, Istituto Superiore Torquato Taramelli

Insegnanti: Monica Anselmi, Giovanni Caruso

All’interno del progetto Europeo INTERFACE 2015-2017, la classe ha analizzato iconograficamente e iconologicamente la pala di Bernardino Lanzani: Madonna con Bambino, Sant’Anna San Gioacchino e San Giovanni situata nel transetto della chiesa del Carmine, nel cui ex monastero è ubicata la scuola. Il lavoro è stato svolto applicando la metodologia condivisa dei GLOs e i testi dei risultati delle ricerche sono stati prodotti in inglese, per agevolare la condivisione con i partner europei.

In 4 gruppi, gli alunni si sono coordinati producendo tre ricerche finalizzate a studiare la pala, il suo autore, la cattedrale e l’epoca storica nella quale l'opera è stata realizzata.

Il primo gruppo ha lavorato sugli aspetti storici, approfondendo la storia della chiesa e del suo presunto progettista (Bernardo da Venezia), e sulla iconografia della pala, individuandone alcuni aspetti iconografici.

Il secondo gruppo ha approfondito il tema del colore, inteso come elemento simbolico e come pigmento di origine minerale (lapislazzuli, malachite, oro nativo), compiendo anche osservazioni sulla collezione di minerali conservata nella scuola. Sette studenti hanno anche partecipato ad un laboratorio di ceroplastica, tenutosi presso il Museo per la storia dell’Università, approfondendo lo studio dei pigmenti pittorici.

Il terzo gruppo ha lavorato sulla tavola verificandone lo schema prospettico (uso della sezione aurea) e approfondendo ulteriori elementi simbolici che sono in relazione con la città di Pavia (Regisole, torri...).

Tutti gli alunni hanno poi partecipato ad una “caccia al tesoro” visitando la pinacoteca Malaspina del Castello Visconteo, dove sono state individuate e studiate le opere coeve a quella del Lanzani; delle opere di Bergognone, Foppa, Macrino d’Alba sono quindi stati evidenziati particolari comuni, per uno studio sul simbolismo.

(in)finiti spazi

Sezione A, Scuola dell'Infanzia L'Aquilone, Istituto Comprensivo di Via Acerbi Pavia

Insegnante: Maurizia Merlo, Maria Rosaria De Rose, Lucia De Pascalis

Il progetto si è concentrato su forme, direzioni, numeri, mappe, orientamento e magneti, per imparare a effettuare e programmare percorsi, orientarsi a scuola, in città, sul quaderno e con la fantasia. Si è posto l'accento sulla localizzazione di oggetti e posizioni, riempiendo spazi per creare immagini, passando dal mosaico al pixel, effettuando esperimenti scientifici.

Diverse forme sono state rappresentate con il corpo e con materiali vari: spazi chiusi, più o meno grandi, delimitati da confini e dove le linee si staccano, rompono i margini lasciando passaggi. Si è anche lavorato sul riconoscimento di uno spazio rappresentato con le forme, come ad esempio la mappa della scuola, e sulla creazione di indicazioni, "quadrettando" gli spazi per riprodurli. Sono state definite le direzioni utilizzando colori e registrati percorsi usando un codice convenzionale di numeri (sono stati imparati i simboli numerici fino a 10) e direzioni. Individuando elementi salienti di Pavia (il fiume, la scuola, il ponte), si è imparato a orientarsi rispetto al percorso effettuato. Si è inoltre acquisito il concetto di Nord, con l'intento di trovare la direzione per arrivare a casa di Babbo Natale, attraverso i segni naturali, costruendo un cerchio indiano e utilizzando una bussola. Di qui ci si è interessati di magneti (compresa la Terra) e di alcune delle loro caratteristiche, osservate attraverso esperimenti al museo: forza attrattiva e repulsiva, polo positivo e negativo, campo magnetico, orientamento verso Nord della bussola e come fare ad ingannarla.

sapere e saper fare

Classe III DI, III FI, IV CI, IV BLS, IV ALS, IV CLS, IV DLS, V CI, Istituto Tecnico Industriale Statale e Liceo delle Scienze Applicate Cardano, Pavia

Insegnanti: Nicola Muto, Barbara Falabretti, Carlo Berti, Giovanni Lanfranchi, Roberto Lo Savio, Giuseppe Petrelli, Claudio Tosi, Luciano Pochintesta, Gloria Silva

L'attività ha previsto lo sviluppo di un'esperienza formativa innovativa per unire sapere e saper fare, orientare le aspirazioni degli studenti e aprire didattica e apprendimento al mondo esterno.

Si è dunque dato vita a un'impresa formativa simulata in cui un'azienda, animata dagli studenti e dedita ad attività di mercato in rete (ecommerce), ha fatto riferimento a un’azienda reale (azienda madrina) che ha costituito il modello di riferimento da emulare in ogni fase di vita aziendale.

Problem solving, learning by doing, cooperative learning e role playing sono in questo caso stati validi strumenti per l’acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro.

Sono stati ideati diversi esperimenti per dimostrare il funzionamento di diverse tecnologie (fibra ottica, criptografia...) e dei prodotti con queste realizzati; sono state proposte ai visitatori della mostra anche una dimostrazione dell'immunità delle fibre ottiche ai disturbi elettromagnetici, una prova di attenuazione dipendente dall'angolo di curvatura, una dimostrazione della tecnica criptografica e un esperimento per evidenziare la capacità delle fibre ottiche di trasportare segnali ottici di diverse lunghezze d'onda.

Spazio-tempo e anno-luce!

Classe II C, Scuola Secondaria di I grado San Severino Boezio, Istituto Comprensivo di Via Acerbi Pavia

Insegnante: M. Cristina Sardi

Il progetto è partito da una constatazione: sappiamo che le stelle sembrano tutte disposte su un unico “cielo”, ma in realtà sono molto lontane fra loro e sono anche distanti in modo diverso dalla Terra. Va bene, ma QUANTO?

Per calcolare le enormi distanze astronomiche si usa come unità di misura l’anno luce (a.l.) cioè la distanza che la luce – che viaggia alla velocità di 300 000 km/s – compie in un anno:

1 a.l. = 9,4608 x 1012 km (circa novemila quattrocentosessanta miliardi di chilometri!!!!!)

L’anno luce è quindi una grandezza particolare, perché è contemporaneamente unità di spazio e di tempo.

A questo punto, si è proceduto alla creazione di un modello, rappresentante la costellazione di Cassiopea; è stata considerata la distanza in a.l. che ciascuna delle 5 stelle principali ha dalla Terra; si è poi calcolato la differenza fra la stella più vicina e quella più lontana e associato questo valore alla lunghezza dell’intero supporto. Infine, si è proceduto a calcolare la distanza tra ciascuna stella e quella più vicina, mettendole in proporzioni. A questo punto, sono stati disposti sul modello dei bastoncini, la cui lunghezza era inversamente proporzionale alla relativa distanza.

Con questo modello è quindi possibile visualizzare come le stelle, con una caratteristica disposizione spaziale, hanno da noi “distanze” molto diverse nel “tempo”: dalla più vicina ( Caph, 57 a.l.) alla più lontana (Segin, 613 a.l.).

pixel art

Classi II A-B, III A-B, Scuola Secondaria di I grado di Cassolnovo, Istituto Comprensivo Statale Carlo Prete (PV)

Insegnanti: Paola Lenzi, Carla Cabano

Dopo un corso di aggiornamento per l'insegnante, è stato iniziato un progetto di grafica digitale con i ragazzi, articolato in due fasi, cominciando con un’introduzione su “l'arte del semplificare” e sul passaggio dal disegno continuo al disegno discreto, dalla pittura al pixel, da spazio analogico a spazio digitale. Si è presa in esame la "pixel art" applicata al mimetismo, con esercitazioni pratiche di riproduzione di immagini pixel per pixel mediante il software GIMP.

Durante la seconda fase, si sono tenuti incontri di introduzione all’utilizzo del software Unity, finalizzate ad apprendere come rendere le immagini disegnate interattive.

Sono poi stati selezionati sfondo e protagonisti (diversi animali) che sono stati disegnati con GIMP; le immagini prodotte saranno in seguito importate in Unity ed animate.

Progetto pixel

Sezioni verde, gialla, Scuola dell’Infanzia San Genesio e Uniti, Istituto Comprensivo di Via Acerbi Pavia

Insegnanti: Fabrizia Fassiola, Carla Civardi, Annalisa Longhetti

Il percorso svolto ha portato a un’analisi della storia dell’illuminazione nei secoli e a considerare come l’invenzione della pila abbia migliorato la vita nelle nostre case.

Si è proceduto con momenti di brainstorming per la fase di innesto, mentre le esercitazioni in gruppi hanno stimolato il cooperative learning.

In una prima fase, si è fatta conoscenza del pixel, sia "fisicamente" che a livello grafico.

La seconda fase ha invece previsto uno storytelling partecipativo, in cui i bambini collaboravano al racconto della storia dell’illuminazione, dall'uomo delle caverne a oggi: i bambini hanno poi trasposto la storia in un album personale, con immagini preparate con i pixel.

Nella terza fase, sono stati realizzati dei pixel con il gesso, per costruire creativamente un plastico raffigurante le abitazioni dell’uomo nei secoli. Le lampade che illuminao il plastico sono state installate con l’aiuto di nonno Mario.

stelle a led e percezione

Classe II E, Scuola Secondaria Boezio, Istituto Comprensivo di Via Acerbi Pavia

Insegnanti: Maria Elena Moro

Con gli alunni si è lavorato sulla percezione e sull'assegnazione di senso e forma in base al pregresso.

Ruotano attorno a questo concetto i lavori pratici realizzati; ad esempio, per la rappresentazione con led della costellazione del Delfino, è stata calcolata la proporzione "anno luce"/"lunghezza supporti led" per l'inserimento delle cinque stelle principali. È anche stato preparato un cartellone illustrante la mitologia legata alla costellazione.

Sono inoltre stati riprodotti disegni con illusioni ottiche, inganni spaziali e illusioni come il completamento della figura, approfondendo il ragionamento su ciò che è visto e ciò che si crede di vedere; forme sconosciute possono ricordare forme prese dall’archivio della memoria. Si è lavorato anche sulla realizzazione di un cubo di Rubik 3D.

Il lavoro è stato completato con la rappresentazione dell'universo in espansione con palloncini, su cui sono stati disegnati due figure geometriche; le stesse sono state riprodotte su cartoncino e confrontate con le prime.

puntinismo a pixel

Sezioni A-B, Scuola dell'Infanzia Scala, Istituto Comprensivo di Via Acerbi Pavia

Insegnanti: Natascia Scagnelli, Katia Di Garbo

La realizzazione di questo progetto ci ha permesso di svolgere un lavoro interdisciplinare, che ha occupato buona parte dell'anno, il cui fil rouge è stato lo spazio in ogni sua dimensione. I bambini "riportavano" le loro esperienze dello spazio anche in altre attività, anche quelle libere. Sono state sviluppate: conoscenza dello spazio, di tecniche diverse per rappresentare una stessa immagine, dei concetto di sfumatura e di pixel, capacità di verbalizzare.

Dopo aver affrontato l'argomento delle immagini della televisione e aver introdotto quello dei pixel, i bambini hanno provato, attraverso la tecnica del puntinismo, a colorare delle immagini. I bambini hanno scomposto le figure in parti via via più piccole (pixel) fino ad arrivare a comporre il disegno in una trama simil puntocroce. Successivamente hanno composto dei disegni sulla tavola dei chiodini, riportando il disegno sul foglio e viceversa.

Il percorso dell'analisi e dell'osservazione è poi proseguito in un discorso interdisciplinare partendo dallo spazio infinitesimale dei microorganismi, per poi considerare lo spazio che ognuno di noi occupa e di conseguenza il bisogno di uno spazio vitale che deve essere rispettato, esplorando anche le emozioni che ci pervadono quando questo non avviene.

Il discorso del pixel è stato ripreso (collegamento spontaneo degli stessi bambini) con un altro progetto sull'analisi dei colori (Progetto STIMA) in cui hanno riconosciuto i pixel come tecnica grafica dei disegni del libro letto.

Il lavoro per l’esposizione finale (la griglia dei “pixel”) si è costruito parallelamente al percorso sopracitato, utilizzando gesso a presa rapida e tempere; lavoro conclusivo e summa di quanto svolto è stata la rappresentazione teatrale (teatro scientifico Scienza Under 18).

1000 spazi nel tempo intorno a me – 1000 modi per riempire uno sfondo

Sezione C, Scuola dell'Infanzia L'Aquilone, Istituto Comprensivo di Via Acerbi Pavia

Insegnanti: Roberta Gabba


Nei primi mesi dell’anno, la produzione grafica, unita alla psicomotricità, alla lettura e alle attività pratiche, ha visto un interesse particolare per le forme, le dimensioni, il riempimento e la coloritura con motivi a fantasia, l’incrocio di linee, l’unione di forme e colori per creare. La visita al Planetario e le animazioni (ASTREA “I personaggi delle costellazioni” e PANE e MATE “Lo spazio materico”) realizzate durante l’anno, hanno contribuito ad ampliare il concetto di SPAZIO.

E’ un termine che può avere diverse interpretazioni che riportano a situazioni, luoghi, immagini proprie; per tale motivo è stato chiesto ad ogni bimbo, tramite un brain storming, quale significato potesse avere la parola a livello personale. I termini prodotti sono stati classificati in cinque punti: fantastico, astronomico, vitale, artistico, semantico.

Si è lavorato su ogni punto, accompagnando i bambini nella scoperta di ciascun ambito tramite produzioni creative: arte, giochi, movimenti, momenti condivisi e personali.

Il progetto è infine sfociato, con grande successo, nella produzione di uno spettacolo teatrale, nell’ambito di Scuole in scena, realizzato al Cinema Teatro Politeama in data 13 maggio 2017.

Metamorfosi... luminosa!

Gruppo Orsi, Sezioni gialla, blu, rossa, verde, Scuola dell'Infanzia Peter Pan, Istituto Comprensivo di Via Scopoli Pavia

Insegnante: Anna Maria Traversi, Elena Boscolo, Ivana Barozza, Luisa Montanari, Cinzia Giuffrè

I bambini hanno partecipato a un laboratorio all'interno del Museo per la Storia dell'Università di Pavia, dove hanno osservato la pila di Volta. Hanno poi proceduto alla sua ricostruzione con materiali comuni e verificato come vari elementi messi in successione possono portare all'accensione di un led: la pila funzionava!

A scuola i bambini hanno invece rielaborato il laboratorio svolto con disegni liberi e illustrazioni per cartellone. Si è poi passati a lavorare sull'immagine del computer e sulla scoperta dei pixel.

Alcuni lavori propedeutici - con i chiodini e successivamente con mappe quadrettate di diverse misure, con riproduzione e trasformazione di vari soggetti al posto della coloritura con mosaico, con osservazione di immagini su computer tramite lente di ingrandimento - hanno posto le basi per la seconda parte del progetto, che è sfociata in uno studio, prima in piccolo, poi in grande, degli elementi di un disegno pixelato, con riproduzione dei pixel declinata in diverse modalità.

I bambini hanno infine elaborato l'esperienza dal piccolo al grande e il lavoro effettuato sui colori: una bella metamorfosi... luminosa!!

Paoesia a mosaico

Classe V A, Scuola Primaria Pascoli, Istituto comprensivo “ValleVersa “di Santa Maria della Versa

Insegnante: Luisa Calvi

L’insegnante ha consegnato agli alunni, divisi in gruppi, le parole mescolate a caso di una poesia che essi non conoscevano (Vivian Lamarque, "La notte scende") e ha proposto di scriverne una nuova utilizzando tutte le parole, senza tralasciarne alcuna, in modo da formare versi “poetici” di senso compiuto.

Ogni gruppo ha così creato il proprio componimento: solo al termine la maestra ha letto l’originale per confrontarlo con quello degli alunni.

Le poesie sono state poi divise in sillabe, centrate e inserite in una griglia lasciando uno spazio vuoto tra una parola e l’altra.

A questo punto le singole parole sono state analizzate dal punto di vista grammaticale attribuendo ad ogni categoria un colore: , viola =articoli, rosso = nomi, giallo = aggettivi, verde chiaro =verbi, verde scuro= pronomi, rosa =avverbi, arancio = congiunzioni , azzurro= preposizioni, nero= spazi.

Ed ecco la poesia trasformata in un mosaico!

Immaginare Cipì

Classe I A, Scuola Primaria Pascoli, Istituto comprensivo “ValleVersa “di Santa Maria della Versa

Insegnanti: Luisa Calvi

Il lavoro ha preso avvio dalla lettura di “Cipì”, il famoso libro di Mario Lodi che racconta le vicissitudini di un uccellino intraprendente e saggio. Gli alunni hanno dapprima illustrato spontaneamente i vari momenti della storia, poi l’insegnante ha proposto di narrare alcune delle più significative sequenze lasciandosi ispirare da quadri di P. Klee, Picasso e Mirò.

Infine i bambini hanno utilizzato le immagini desunte dai precedenti disegni assemblandoli liberamente in un unico “racconto” finale.