ALTRI PERCORSI e mostre SVILUPPATI DAl MUSEO





26 settembre - 7 ottobre 2022

toccare la geometria: la collezione di modelli dell’Università di Pavia

In occasione di Sharper Night 2022, il Museo per la Storia e il Dipartimento di Matematica hanno proposto una conferenza dal titolo "Toccare la geometria: la collezione di modelli dell’Università di Pavia"; ad accompagnamento della conferenza, è stata proposta una piccola mostra di modelli matematici di curve e superficie, che nella loro simmetria si sono rivelati estremamente affascinanti e in grado di aiutare il visitatore a scoprire proprietà geometriche e svelare storie nascoste.


26 febbraio - 31 marzo 2022

MICRO-mostra: un patrimonio nascosto di microscopi storici

Un percorso dedicato alla microscopia, con strumenti appartenuti ad Antonio Scarpa, Bartolomeo Panizza, Giovanni Antonio Scopoli, Camillo Golgi e allievi. Molti di questi strumenti vennero acquistati presso il celebre costruttore Giovan Battista Amici.

I visitatori sono stati accompagnati nella scoperta, attraverso oggetti di grande bellezza, di diversi modelli di microscopi e di alcuni momenti di svolta della storia della scienza ottenuti attraverso l'impiego di questo strumento.

Gli oggetti esposti hanno unito al patrimonio del Museo per la Storia anche pezzi provenienti da altri musei del Sistema Museale d'Ateneo (Museo Camillo Golgi, Orto Botanico e Museo Kosmos), dalla Biblioteca delle Scienze, dal Dipartimento di Scienze della Terra e dell'Ambiente - Laboratorio di Micologia e dall'Istituto di Istologia dell'Università di Pavia.


20 ottobre 2018 – 23 marzo 2019

Il Morbo di Violetta. Carlo Forlanini e la prima vittoria sulla tubercolosi

La mostra è stata organizzata per ricordare, nel centenario dalla morte, Carlo Forlanini, il primo clinico a proporre un metodo di cura efficace per la tubercolosi polmonare: il pneumotorace artificiale, proposto per la prima volta nel 1882. Forlanini si adoperò quindi con costanza allo sviluppo della tecnica da lui ideata, disegnando egli stesso gli strumenti necessari, spesso consultandosi con il fratello ingegnere, Enrico, e supportato dal fratello Giuseppe, primario dell’Ospedale Maggiore di Milano.

Fu solo nel 1912, al Congresso internazionale contro la tubercolosi tenutosi a Roma, che la validità del metodo venne riconosciuta nel contesto internazionale. Ampio spazio hanno avuto, nel percorso espositivo, opere pittoriche, testi letterari e poetici scelti per rappresentare anche aspetti sociali e psicologici legati alla malattia, nel tentativo di affrontare il problema dello stigma che molte malattie ancora portano con sé.

La mostra è stata realizzata in collaborazione con: Collegio Borromeo, Archivio storico dell’Università, Biblioteca Universitaria, Museo Camillo Golgi e Museo di Storia Naturale dell’Università, Musei Civici.


24 febbraio 2018 – 14 aprile 2018

Segni da una battaglia

Il 24 febbraio 1525 la città di Pavia fu teatro della celebre battaglia che cambiò il corso della storia dell’Europa. A 500 anni di distanza è stata organizzata una mostra storico-artistica ispirata al grande evento storico. Otto tele, realizzate da un artista, hanno reso omaggio a alcune immagini storiche della battaglia tramutandole in una trama pittorica non figurativa. Sullo sfondo della sala oggetti e immagini richiamavano il contesto storico: alcuni documenti originali dell’epoca raccontavano con parole e immagini le vicende della battaglia e di alcuni personaggi che vi presero parte. Tra questi Renato di Savoia, figlio illegittimo di Filippo II duca di Savoia e zio del re di Francia, Francesco I. Passato alla storia come il “Bastardo di Savoia”, morì in prigionia, in seguito alle ferite riportate. I chirurghi rinascimentali furono costretti a fare i conti con le nuove terribili ferite da arma da fuoco mettendo a punto nuove tecniche operatorie e nuovi strumenti.

Sono stati esposti anche alcuni modellini 3D dei personaggi raffigurati nel ciclo di arazzi fiamminghi di Capodimonte sulla battaglia e una ricostruzione, sempre tridimensionale, della città di Pavia. Gli oggetti sono stati realizzati dal Computer Vision & Multimedia Lab (CVMLab) del Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione dell’Università di Pavia e progettati per una fruizione da parte di persone non vedenti o ipovedenti.

La mostra è stata accompagnata da incontri e conferenze dedicate al tema della battaglia di Pavia.


21 novembre 2017 – 28 febbraio 2018

Fondazione Mondino: cent’anni di ricerca e cura nelle neuroscienze

Mostra documentaria realizzata dal Museo per la Storia dell’Università nell’Atrio della Fondazione Mondino, via Mondino 2 – Pavia


1 ottobre 2017 – 2 dicembre 2017

La sovrana delle scienze. Maria Teresa d’Austria e l’Università di Pavia

La mostra, organizzata dal Sistema Museale dell’Università di Pavia in occasione del terzo centenario della nascita di Maria Teresa (Vienna, 13 maggio 1717), ha avuto il patrocinio del Comune di Pavia e della Regione Lombardia.

Insieme al figlio e successore Giuseppe II, la sovrana promosse la rinascita e il rifiorire dell’antica Università pavese grazie a un progetto lungimirante di revisione del sapere con riforme sostenute da significativi investimenti economici. Il percorso narrativo è stato dedicato non solo alla sovrana illuminata ma anche all’Ateneo nel suo lungo cammino, dalla fondazione in epoca tardo medioevale fino alla sua configurazione come moderno centro di studi tra Sette e Ottocento con oggetti racchiusi in una cornice storica, corredata da immagini suggestive e costellata di nomi celebri. Le iniziative per il pubblico organizzate durante i fine settimana univano al percorso della mostra la visita alle testimonianze materiali dell’epoca teresiana – le aule storiche, i Gabinetti, l’Orto botanico e la superba biblioteca - ancora oggi vissute e apprezzate dalla comunità accademica e dalla cittadinanza.

Pezzi esposti appartenenti alle collezioni di Museo per la Storia dell'Università, Museo di Storia Naturale e Orto Botanico, in collaborazione con Biblioteche e Archivi del territorio.


5 maggio 2017 – 22 luglio 2017

Il volto di Volta

La mostra, organizzata nella sala esposizioni temporanee del Museo, è stata dedicata ad Alessandro Volta e alla sua attività all’Università di Pavia negli anni di straordinaria fioritura dell’Ateneo dovuti alla riforma teresiana, avviata nell’ultimo quarto del XVIII secolo. Centrale è stata la presentazione delle ricerche condotte sul calco in gesso del cranio di Volta, conservato nella sezione di medicina del Museo e studiato in passato da Cesare Lombroso.

Grazie al lavoro dei tecnici del Laboratorio di Antropologia e Odontologia forense dell’Università di Milano, esperti nelle metodiche di ricostruzione facciale in casi forensi e in soggetti antichi, è stato possibile ricostruire il volto dello scienziato comasco.

Il modello, realizzato in materiale siliconico, è utilizzabile anche per percorsi tattili.


17 marzo 2017 - 15 maggio 2017

Pavia nelle carte di chi l’ha resa grande

Il Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria di Pavia ha ospitato una mostra, ideata da Biblioteca Universitaria di Pavia, Centro Manoscritti dell’Università di Pavia, Museo per la Storia dell’Università di Pavia e l’Archivio storico dell’Università di Pavia.

Protagonista è stata la storia dell’ateneo pavese tra documenti, libri, lettere e fotografie e le tavole originali create da Marco Giusfredi. L’iniziativa è stata realizzata nel contesto delle manifestazioni di Pavia in poesia, ideata da Leggere Pavia, con il patrocinio del Comune di Pavia. Lazzaro Spallanzani, scienziato, docente e Direttore del Museo di Storia naturale, Antonio Scarpa, anatomista e chirurgo, Alessandro Volta, fisico sperimentale e inventore della pila, erano i grandi personaggi nell’ Università riformata da Maria Teresa, un Santuario delle scienze come disse Vincenzo Monti, chiamato nel 1802 a ricoprire la cattedra di Eloquenza e Poesia che sei anni dopo passò a Ugo Foscolo. L’erede di Scarpa alla cattedra di chirurgia fu Luigi Porta, che venne interpellato dal ministro dell’Interno Urbano Rattazzi sulla ferita alla gamba di Garibaldi e garibaldini erano il geologo Torquato Taramelli e Edoardo Porro, studente e poi docente di clinica ostetrica all’Università di Pavia. A coronare il tutto fu nel 1906 il primo premio Nobel assegnato a un italiano, Camillo Golgi. A Pavia con la famiglia, che gestiva con un socio le officine elettrotecniche Nazionali Einstein -Garrone, arrivò anche Albert Einstein, che rimase sempre in contatto con gli amici pavesi. Nel 1915 a Pavia la prima donna in Italia ad avere la libera docenza in botanica fu Eva Mameli, che cinque anni dopo si sposò con lo scienziato Mario Calvino per poi seguirlo a Cuba, dove nacque il figlio Italo. E con Italo Calvino si apre la storia dell’ateneo legata a Maria Corti, che alla fine degli anni Sessanta istituì il Fondo Manoscritti, primo archivio italiano relativo alla letteratura del Novecento, che oggi conserva circa 200 fondi d’autore, tra i quali Eugenio Montale, Carlo Emilio Gadda e Ada Negri.

È possibile consultare un bel video di racconto della mostra, nelle parole delle curatrici e organizzatrici, all'indirizzo https://fb.watch/56xLZVSv4z/ .


13 marzo 2017-18 Marzo 2017

Our smiling face

Organizzata in occasione della «Settimana della Salute Mentale» e promossa dall'associazione studentesca Harvey Medical Society, la mostra ha presentato alcuni momenti della vita degli utenti del Torchietto, polo riabilitativo della psichiatria pavese: un luogo che resta poco noto a gran parte della cittadinanza, così come le vite, sconosciute e preziose, delle persone che ospita.

Un video e una serie di fotografie ritraevano gli utenti del centro sia durante le attività riabilitative che nella quotidianità della vita comunitaria, dall'ordinarietà di un pisolino pomeridiano all'emozione di andare in scena alla conclusione di un laboratorio teatrale. La selezione delle immagini è stata curata dagli utenti stessi, che hanno scelto le foto di sé che più li rappresentavano e valorizzavano, e con cui volevano presentarsi, un’operazione che ha costituito un importante momento riabilitativo per gli utenti, diventando un'occasione per "vedersi", riflettere su di sé, sui momenti trascorsi, sulle proprie emozioni, sul proprio rapporto con gli altri.


13 - 29 maggio 2016

Mia madre. 140 anni dopo la svolta di Porro

Pavia, Broletto, Spazio per le Arti contemporanee.

La mostra, a cura di Andrea Tripaldi, è stata organizzata dall’Associazione ON-OFF (info sulla mostra anche sul sito OnOffProject), in collaborazione col Settore Cultura del Comune di Pavia - Musei Civici del Castello Visconteo, e con l’Università degli Studi di Pavia - Sistema Museale di Ateneo per il progetto Nati con la cultura.

La mostra è stata progettata per ripercorrere e scandagliare, attraverso dipinti, sculture, fotografie, video di giovani artisti, e altre testimonianze figurative, l’iconografia e la rappresentazione della maternità, simbolo di amore più puro, più radicato e più appassionato. Al centro della mostra la figura di Edoardo Porro, primario ostetrico dell’Ospedale San Matteo di Pavia, che il 21 marzo 1876 estrasse dal ventre di una giovane donna, affetta da rachitismo e giunta al termine della gravidanza, un bambino, con il primo parto cesareo, idea che permise di salvare, oltre al bambino, anche la madre. Da allora la tecnica di Porro divenne parte del repertorio chirurgico europeo, e fu una rivoluzione di tipo chirurgico e ostetrico, ma soprattutto umana.


27 novembre - 23 dicembre 2015

La sapienzia è figliola della sperienzia

Il Museo per la Storia dell'Università di Pavia e il Museo di Fisica espongono, presso la sede dell’Università di Milano-Bicocca, gli strumenti dei fisici sperimentali: da Pavia a Milano-Bicocca.